Visualizza versione completa : Ciclismo di un tempo che fu
sepica
27-03-2006, 16:07:04
da alcuni documenti che ho ho visto che le prime edizioni del giro o del tour oltre ad usare bici improponibili sia per la scomodita e sia e sopratutto per i rapporti , oltre alla preprazione assai diversa da oggi, oltre alle strade, poche erano quelle asfaltate, oltre alla alimentazione sicuramente + sana ma anche meno studiata, mi chiedevo ma quanti cavolo di km facevano a tappa, ho visto tappe da 500 km ma come arrvavano distrutti, atri tempi niente da dire altri tempi
Zacca
27-03-2006, 16:12:41
da alcuni documenti che ho ho visto che le prime edizioni del giro o del tour oltre ad usare bici improponibili sia per la scomodita e sia e sopratutto per i rapporti , oltre alla preprazione assai diversa da oggi, oltre alle strade, poche erano quelle asfaltate, oltre alla alimentazione sicuramente + sana ma anche meno studiata, mi chiedevo ma quanti cavolo di km facevano a tappa, ho visto tappe da 500 km ma come arrvavano distrutti, atri tempi niente da dire altri tempi
OT: rileggere un attimino il post prima di pubblicarlo? non si capisce una mazza alla prima lettura. :eek:
ot 2: beh, dai, poteva essere scritto pure peggio... :-)
sepica
27-03-2006, 16:17:24
da alcuni documenti che ho ho visto che le prime edizioni del giro o del tour oltre ad usare bici improponibili sia per la scomodita e sia e sopratutto per i rapporti , oltre alla preprazione assai diversa da oggi, oltre alle strade, poche erano quelle asfaltate, oltre alla alimentazione sicuramente + sana ma anche meno studiata, mi chiedevo ma quanti cavolo di km facevano a tappa, ho visto tappe da 500 km ma come arrvavano distrutti, atri tempi niente da dire altri tempi
OT: rileggere un attimino il post prima di pubblicarlo? non si capisce una mazza alla prima lettura. :eek:
se avevo il tempo di rileggere i topic/cazzate che scrivo me ne stavo in bici invece di rubare tempo al lavoro ;)
stambecco
27-03-2006, 16:20:25
[
se avevo il tempo di rileggere i topic/cazzate che scrivo me ne stavo in bici invece di rubare tempo al lavoro ;)
sei uno spettacolo :smile: :smile:
come darti torto o-o
Tommy.73
27-03-2006, 16:25:45
Dai, anche se la forma andava un po' sistemata, il concetto è chiaro :-)
Le dimensioni delle imprese del passato sono indubbiamente notevoli, spesso epiche, e non tanto per l'intensità dell'impegno atletico (in gara danno il 100% anche oggi), quanto per i disagi che lo circondano. Come giustamente dici, i materiali tecnici, dalle bici all'abbigliamento, le strade spesso dissestate e polverose, il supporto delle squadre durante le corse, non sono nemmeno paragonabili a quello che c'è oggi. Per questo guardo con grandissima ammirazione e rispetto lo sport del passato.
Per quanto riguarda le tappe da 500Km mi vien solo da chiederti "ma ne sei sicuro?" :shock: Insomma 500Km a 30 di media sono più di 16 ore di impegno. Ora non so a che medie riuscivano a completare le tappe su quelle strade dissestate, ma 500Km mi sembrano veramente troppi. :prega:
Ser pecora
27-03-2006, 16:35:16
Per quanto riguarda le tappe da 500Km mi vien solo da chiederti "ma ne sei sicuro?" :shock: Insomma 500Km a 30 di media sono più di 16 ore di impegno. Ora non so a che medie riuscivano a completare le tappe su quelle strade dissestate, ma 500Km mi sembrano veramente troppi. :prega:
La + lunga tappa del giro d'italia è stata la Roma-Lucca che se ne son 500km son pochi di meno. Vinta da Bottecchia credo.
Partivano di notte con un faro a petrolio attaccato davanti, si perdevano e chiedevano informazioni a chi incontravano. Si fermavano a bere (e dormire) e mangiare in osterie o case di contadini che incontravano lungo il percorso.
Cmq a parte i tempi pionieristici, anche in tempi più recenti si facevano le cose in modi impensabili ora: gregari che prendevano da bere al bar e portavano le bottiglie (di vetro) ai capitani sono scene anche degli anni '50.
Simpson ('64?) è morto (quasi) in cima al Ventoux per aver preso amfetmine e....cognac.
Tommy.73
27-03-2006, 16:38:52
Da togliersi il cappello..... anzi il caschetto. :hail:
sepica
27-03-2006, 16:59:03
forse ricordo male Fonte Focus i agosto i primi tour di france prevedevano tappe da 700 km parigi lione se non sbaglio
Xander
27-03-2006, 17:29:16
La + lunga tappa del giro d'italia è stata la Roma-Lucca che se ne son 500km son pochi di meno. Vinta da Bottecchia credo.
Partivano di notte con un faro a petrolio attaccato davanti, si perdevano e chiedevano informazioni a chi incontravano. Si fermavano a bere (e dormire) e mangiare in osterie o case di contadini che incontravano lungo il percorso.
Cmq a parte i tempi pionieristici, anche in tempi più recenti si facevano le cose in modi impensabili ora: gregari che prendevano da bere al bar e portavano le bottiglie (di vetro) ai capitani sono scene anche degli anni '50.
Simpson ('64?) è morto (quasi) in cima al Ventoux per aver preso amfetmine e....cognac.
Che tempi... eroici :prega: allora fare il Giro d'Italia era veramente un'avventura in tutti i sensi, partivano veramente all'arrembaggio :shock:
Dai dai, raccontatene ancora.... :))): :))): :))):
sepica
27-03-2006, 17:34:32
La + lunga tappa del giro d'italia è stata la Roma-Lucca che se ne son 500km son pochi di meno. Vinta da Bottecchia credo.
Partivano di notte con un faro a petrolio attaccato davanti, si perdevano e chiedevano informazioni a chi incontravano. Si fermavano a bere (e dormire) e mangiare in osterie o case di contadini che incontravano lungo il percorso.
Cmq a parte i tempi pionieristici, anche in tempi più recenti si facevano le cose in modi impensabili ora: gregari che prendevano da bere al bar e portavano le bottiglie (di vetro) ai capitani sono scene anche degli anni '50.
Simpson ('64?) è morto (quasi) in cima al Ventoux per aver preso amfetmine e....cognac.
Che tempi... eroici :prega: allora fare il Giro d'Italia era veramente un'avventura in tutti i sensi, partivano veramente all'arrembaggio :shock:
Dai dai, raccontatene ancora.... :))): :))): :))):
purtoppo non me ne ricordo trante , altra nota dolente che durante un tour de france furono malmenati pesantemente da un gruppo di persone
palmer
27-03-2006, 18:02:48
La + lunga tappa del giro d'italia è stata la Roma-Lucca che se ne son 500km son pochi di meno. Vinta da Bottecchia credo.
Partivano di notte con un faro a petrolio attaccato davanti, si perdevano e chiedevano informazioni a chi incontravano. Si fermavano a bere (e dormire) e mangiare in osterie o case di contadini che incontravano lungo il percorso.
Cmq a parte i tempi pionieristici, anche in tempi più recenti si facevano le cose in modi impensabili ora: gregari che prendevano da bere al bar e portavano le bottiglie (di vetro) ai capitani sono scene anche degli anni '50.
Simpson ('64?) è morto (quasi) in cima al Ventoux per aver preso amfetmine e....cognac.[/quote]
Beh, oggi le chiamiamo Randonnées!
Ser pecora
27-03-2006, 19:32:51
Beh, oggi le chiamiamo Randonnées!
Si però oggi dopo 500km (o anche 1200) non corrono anche il giorno dopo... :-)
Considerate anche che all'epoca le strade non erano asfaltate e non era permessa l'assistenza in corsa.
Cmq questi aspetti eroici avevano anche i loro lati negativi: i corridori erano usati un po' come fenomeni da baraccone e spesso le imprese erano volutamente "forzate" sia per km di percorrenza che condizioni atmosferiche. Soprattutto alle 6 giorni venivano trattati come animali da circo, facendoli correre (per l'appunto) per 6 giorni con brevi soste per dormire e mangiare, e qualcuno stramazzava dalla fatica. Ed il tutto per 4 soldi (da cui lo sport "povero") e una notorietà limitata (Bottecchia proprio lui, fu ammazzato con una bastonata alla testa da un contadino perchè gli stava mangiando delle mele durante la sosta da un allenamento).
Lanerossi
28-03-2006, 10:53:26
La morte di Bottecchia aleggia ancora nel mistero...
Si era nel 1927 e lui era un antifascista, quindi può anche essere che le bastonate arrivassero da qualcun altro che il contadino...
Ser pecora
28-03-2006, 12:31:02
La morte di Bottecchia aleggia ancora nel mistero...
Si era nel 1927 e lui era un antifascista, quindi può anche essere che le bastonate arrivassero da qualcun altro che il contadino...
Vero. Attorno alle morti violente dei ciclisti c'è sempre mistero...strano no?
Xander
28-03-2006, 13:24:16
Affascinante, mi rendo conto di quanto sono ignorante in materia, ditemi ancora qualcosa.... è vero che c'era uno che fumava anche in bici al Giro?
cimebianche
28-03-2006, 13:40:23
Dalle mie parti (Nerviano - Milano), in ricordo di Ambrogio Morelli vincitore del GIRO D'ITALIA 1935 (categoria isolati !) e SECONDO ASSOLUTO al TOUR DE FRANCE 1935, da 5 anni a questa parte viene organizzata una randonnee' chiamata Morelly Day. Il chilometraggio e' tipico delle corse di quell'epoca : 500 Km con 2000 mt circa di dislivello, il tutto da compiersi in un tempo massimo di 24 ore.
La corsa parte da Nerviano e compie un percorso quasi circolare tra Lombardia e Piemonte, arrivando a toccare Castellania, il paese natale di Coppi: lì ci si arriva intorno alle 2..3 di notte dopo circa 300 Km gia' percorsi; nei locali del municipio si organizza il ristoro e poi via si riparte per tornare a casa. E' una corsa che parte alle 5 del pomeriggio dell'ultimo Sabato di Maggio, e che dura tutta la notte. E' una gran bella avventura, sopratutto perche' si e' veramente soli con i propri limiti, proprio un po' come il ciclismo epico dei tempi di Morelli.
Ciao a tutti. :cool:
http://img456.imageshack.us/img456/3259/morelli7rg.th.jpg (http://img456.imageshack.us/my.php?image=morelli7rg.jpg)
Lanerossi
28-03-2006, 13:54:44
Una precisazione: nel 1935 Morelli arrivò 10° al Giro e 1° fra gli isolati (sembrava avesse vinto il Giro, anche se si precisa categoria isolati).
Al Tour fu il primo fra gli isolati e secondo assoluto (credo che nessun isolato abbia mai vinto nè Giro nè Tour)
cimebianche
28-03-2006, 13:56:27
Una precisazione: nel 1935 Morelli arrivò 10° al Giro e 1° fra gli isolati (sembrava avesse vinto il Giro, anche se si precisa categoria isolati).
Al Tour fu il primo fra gli isolati e secondo assoluto (credo che nessun isolato abbia mai vinto nè Giro nè Tour)
o-o
E' stato un grande ciclista! :cool:
turbotre
20-02-2013, 10:36:30
Da togliersi il cappello..... anzi il caschetto. :hail:
Rispolvero questa discussione per sapere i motivi per cui i km delle tappe dei grandi giri sono stati ridotti, sono forse motivazioni mediche, o semplicemente motivazioni di carattere organizzativo, ho letto questa discussione con molto interesse, secondo voi i corridori dei giorni nostri potrebbero essere in grado di compiere imprese come 400/500 km in bici al giorno in un giro d'Italia, o un tour?
kar38
20-02-2013, 10:44:24
prima però facevano tappe di 500km ma riposavano magari 2 giorni dopo
la tappe partivano alle 5 di mattina e finivano nel tardo pomeriggio
gli atleti di oggi potrebbero farle benissimo, ma televisivamente sarebbe quasi impossibile da trasmettere..anche xkè chi si vedrebbe una tappa che dura 15 ore?
se il ciclismo si è evoluto un motivo ci sarà
FabriBiscione
20-02-2013, 12:42:04
Ci vorrebbe che si iscrivesse al Forum Auro Bulbarelli per sapere tutte queste curiosità...
gabriele1978
20-02-2013, 13:37:09
Ci vorrebbe che si iscrivesse al Forum Auro Bulbarelli per sapere tutte queste curiosità...
no no altrimenti inzierebbe con il suo "le roi americanne"
FabriBiscione
20-02-2013, 14:34:32
no no altrimenti inzierebbe con il suo "le roi americanne"
ha una cultura però... l'altro in gamba è Gianni Mura. Solo che sono entrambi due extralarge, il ciclismo non hanno mai pensato di praticarlo in prima persona :-)
Queste persone (Sgarbozza Fabretti Cassani...) mi fanno pensare a quel bellissimo periodo dell'anno quando c'è il Giro, le belle giornate di maggio, mi ricordo quando ero più piccolo che questo periodo coincideva con gli ultimi giorni di scuola e pensavo "quando lavorerò mi comprerò una bici da corsa..."
gabriele1978
21-02-2013, 08:16:53
ha una cultura però... l'altro in gamba è Gianni Mura. Solo che sono entrambi due extralarge, il ciclismo non hanno mai pensato di praticarlo in prima persona :-)
Queste persone (Sgarbozza Fabretti Cassani...) mi fanno pensare a quel bellissimo periodo dell'anno quando c'è il Giro, le belle giornate di maggio, mi ricordo quando ero più piccolo che questo periodo coincideva con gli ultimi giorni di scuola e pensavo "quando lavorerò mi comprerò una bici da corsa..."
Anche a me hanno fatto appassionare al ciclismo gente come De Zan, quella voce rotta dall'emozione quando la corsa entrava era da brividi, da uomo che prova vera passione. La prima bici l'ho comprata seguendo le gesta di Pantani. Il ciclismo che fu era completamente altro rispetto all'attuale, non c'era quell'appiattimento di valori che si è verificato con l'avanzare del progresso tecnico e "medico". Maledetto denaro...
Aqualung
21-02-2013, 08:44:03
Rispolvero questa discussione per sapere i motivi per cui i km delle tappe dei grandi giri sono stati ridotti, sono forse motivazioni mediche, o semplicemente motivazioni di carattere organizzativo, ho letto questa discussione con molto interesse, secondo voi i corridori dei giorni nostri potrebbero essere in grado di compiere imprese come 400/500 km in bici al giorno in un giro d'Italia, o un tour?
I corridori di oggi riuscirebbero sicuramente a fare tappe di quella lunghezza ed anche meglio. Magari non tutti i giorni. Le strade, le bici, la preparazione, l'alimentazione sono 1000000 di volte più avanti rispetto a quei tempi.
Basta ricordare che il giorno successivo alla conclusione di un Giro dei tempi di Moser-Saronni ebbe luogo una GF da Milano a Roma di oltre 600 km! pedalarono anche di notte e la media finale fu di circa 36 all'ora. E questo subito dopo un grande giro!
Le tappe da 400-500 km c'erano un tempo, non certo nel periodo del ciclismo moderno. E quei Giri e Tour non prevedevano certo 20-21 tappe di oggi.
Ora quelle distanze sarebbero improponibili sia per lo spettacolo sia perchè si ribellerebbero per primi i corridori stessi.
Sarebbe crudele... sarebbe una cosa disumana.
Tempo fa si parlava addirittura di ridurre i chilometraggi per rendere le tappe più battagliate.
Se le tappe fossero da 400-500 km è facile immaginare che la maggior parte del percorso lo pedalerebbero in gruppo a 25 all'ora. Chi avrebbe mai il coraggio di andare in fuga a 350 km dall'arrivo?
gabriele1978
21-02-2013, 09:00:43
I corridori di oggi riuscirebbero sicuramente a fare tappe di quella lunghezza ed anche meglio. Magari non tutti i giorni. Le strade, le bici, la preparazione, l'alimentazione sono 1000000 di volte più avanti rispetto a quei tempi.
Basta ricordare che il giorno successivo alla conclusione di un Giro dei tempi di Moser-Saronni ebbe luogo una GF da Milano a Roma di oltre 600 km! pedalarono anche di notte e la media finale fu di circa 36 all'ora. E questo subito dopo un grande giro!
Le tappe da 400-500 km c'erano un tempo, non certo nel periodo del ciclismo moderno. E quei Giri e Tour non prevedevano certo 20-21 tappe di oggi.
Ora quelle distanze sarebbero improponibili sia per lo spettacolo sia perchè si ribellerebbero per primi i corridori stessi.
Sarebbe crudele... sarebbe una cosa disumana.
Tempo fa si parlava addirittura di ridurre i chilometraggi per rendere le tappe più battagliate.
Se le tappe fossero da 400-500 km è facile immaginare che la maggior parte del percorso lo pedalerebbero in gruppo a 25 all'ora. Chi avrebbe mai il coraggio di andare in fuga a 350 km dall'arrivo?
Non gareggiavano tutti i giorni e la media non era di 400/500km a tappa. La tappa più lunga del giro è stata di 430km roma lucca credo di ricordare. Certamente oltre i 300km a tappa ma spesso c'erano 2 gg di riposo. Erano mandati un pò allo sbaraglio per via dell'assistenza meccanica proibita e della necessità di provvedere da sè a tutti gli inconvenienti che si fossero presentati. Ma forse era più genuino e proprio questo alone di eroico nel compiere delle vere e proprie imprese rende tutt'ora quel ciclismo ammirevole e degno di rispetto più di quanto lo sia l'attuale.
Quello che è cambiato e il "sudore". Prima si faticava, ora si pedala ma spesso senza fatica....manca genuinità.
kar38
21-02-2013, 09:04:58
nei tempi eroici un corridore si fece un tratto mi pare pescara-bari in treno,la giuria insospettita che questo ricompare all'improvviso fa dei controlli e gli trova il biglietto
gabriele1978
21-02-2013, 09:17:19
le cose iniziarono a cambiare nel 33/34. Le percorrenze furono ridotte e, se guardiamo al chilometraggio, ci rendiamo conto che, almeno sotto questo aspetto, diventa simile all'attuale. Le strade non erano tutte asfaltate e le bici erano cancelli da oltre 13kg. Differenze non di poco conto.
Aqualung
21-02-2013, 09:34:54
Non gareggiavano tutti i giorni e la media non era di 400/500km a tappa. La tappa più lunga del giro è stata di 430km roma lucca credo di ricordare. Certamente oltre i 300km a tappa ma spesso c'erano 2 gg di riposo. Erano mandati un pò allo sbaraglio per via dell'assistenza meccanica proibita e della necessità di provvedere da sè a tutti gli inconvenienti che si fossero presentati. Ma forse era più genuino e proprio questo alone di eroico nel compiere delle vere e proprie imprese rende tutt'ora quel ciclismo ammirevole e degno di rispetto più di quanto lo sia l'attuale.
Quello che è cambiato e il "sudore". Prima si faticava, ora si pedala ma spesso senza fatica....manca genuinità.
Mah, non sono d'accordo nè nel considerare eroico nè nel considerare quel ciclismo ammirevole.
Io ci vedo solo corridori costretti a distanze disumane, con bici pesantissime praticamente senza cambio (mi pareva che al Tour fosse addirittura vietato perchè ...agevolava troppo in salita), su strade fatiscenti senza assistenza medica e meccanica...
Quel ciclismo lo vedo più che altro come una gara a selezione dove contava la resistenza alla sofferenza ed anche una notevole dose di fortuna.
Del gesto sportivo ci vedo davvero poco.
kar38
21-02-2013, 09:43:00
se non ci fosse stato quel ciclismo forse ora non esisterebbe quello attuale, se le bici all'epoca pesavano 15 kg era xkè quella era la tecnologia..la fibra di carbonio non credo esistesse già
chi faceva il ciclista lo faceva di sua sponte e sapeva che avrebbe sofferto
rapportoagile
21-02-2013, 09:44:49
nei tempi eroici un corridore si fece un tratto mi pare pescara-bari in treno,la giuria insospettita che questo ricompare all'improvviso fa dei controlli e gli trova il biglietto
Ma lo aveva obliterato, almeno? :mrgreen:
kar38
21-02-2013, 09:46:26
Ma lo aveva obliterato, almeno? :mrgreen:
forse no, dici tu sarà stato per quello che lo hanno beccato?
gabriele1978
21-02-2013, 09:51:00
Io ci vedo solo corridori costretti a distanze disumane, con bici pesantissime praticamente senza cambio (mi pareva che al Tour fosse addirittura vietato perchè ...agevolava troppo in salita), su strade fatiscenti senza assistenza medica e meccanica...
Quel ciclismo lo vedo più che altro come una gara a selezione dove contava la resistenza alla sofferenza ed anche una notevole dose di fortuna.
Del gesto sportivo ci vedo davvero poco.
Non erano vittime...erano semplicemente esseri umani che accettavano le sfide. Ammiro e continuerò ad ammirare e rispettare tutte le gocce di sudore dei vari Girardendo, Ganna etc etc etc.
Aqualung
21-02-2013, 10:10:55
Non erano vittime...erano semplicemente esseri umani che accettavano le sfide. Ammiro e continuerò ad ammirare e rispettare tutte le gocce di sudore dei vari Girardendo, Ganna etc etc etc.
Mah, io credo che fossero anche costretti.
Se i corridori di quel tempo avessero potuto, avrebbero cambiato diverse regole.
Ad ogni modo sicuramente erano da ammirare, compivano delle cose impossibili, da lasciare esterrefatti.
rapportoagile
21-02-2013, 10:43:07
Rispolvero questo resoconto di una cronometro "particolare" di 100 anni fa (!)
http://www.bdc-forum.it/showthread.php?t=104697
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