Visualizza versione completa : Dramma a Naranco (Spagna) Muore Alessio Galletti
lnarde
15-06-2005, 17:37:54
Ecco il comunicato ufficiale:
"Il ciclista Alessio Galletti e' morto oggi mentre partecipava alla XXIX edizione della 'Subida al Naranco', nelle Asturie, secondo quanto hanno annunciato fonti della organizzazione della corsa citate dai media. Galletti, 37 anni, nato a Pisa, del team Naturino-Sapore di Mare, ''e' rimasto senza respiro'' a 15 chilometri dalla fine, quando saliva a La Manzaneda. Il ciclista e' stato portato all'ospedale centrale delle Asturie, dove non si e' potuto fare niente per salvargli la vita."
Si può solo rimanere senza parole.
bolivar
15-06-2005, 17:39:55
Queste sono cose incredibili :-(
Aspettiamo prima notizie più precise........
Nicola
15-06-2005, 17:42:59
:-(
bipbip
15-06-2005, 17:47:47
...
grynch
15-06-2005, 17:50:35
mio dio......
TheAndrez
15-06-2005, 17:55:29
...
Simo*
15-06-2005, 18:02:49
:-(
http://www.tgcom.it/bin/204.%24plit/orig_C_0_articolo_262243_listatakes_itemTake_0_imm aginetake.jpg
Quando sento queste notizie ho voglia solo di appiccare la bici... morire per il proprio sport è la beffa più grande che si possa ricevere
manumarti
15-06-2005, 18:12:23
Quando sento queste notizie ho voglia solo di appiccare la bici... morire per il proprio sport è la beffa più grande che si possa ricevere
hai proprio ragione......... :-( :-(
................
GiAnFrA
15-06-2005, 18:26:06
:-( ....
bolivar
15-06-2005, 19:20:25
Dal sito della squadra:
Durante la XXIX edizione della Subida al Naranco il nostro Alessio Galletti ha perso la vita. Il ciclista della Naturino-Sapore di Mare lascia un figlio di un anno e la moglie Consuelo, in attesa del secondo bambino.
Galletti, nato a Pisa il 26 marzo 1968, si è staccato dal gruppo a 12 km dall`arrivo, sul tratto iniziale della salita che porta al Santuario della Manzaneda a causa di problemi di respirazione. Poco dopo si è accasciato a terra; inutile la corsa all`ospedale di Oviedo. Galletti è deceduto in ambulanza durante il trasporto.
Le cause della morte saranno comunicate dopo l`autopsia che si effettuerà giovedì mattina. Sabato la salma dovrebbe rientrare in Italia. Il team manager Vincenzo Santoni, i diregenti, sponsor e corridori, addolorati e costernati, si stringono alla famiglia Galletti per la sua improvvisa scomparsa.
sorgio
15-06-2005, 20:37:45
RIP.
powerful pete
15-06-2005, 21:57:25
...
giumbi#babio
15-06-2005, 22:21:11
Di questo ragazzo ho un personale, recentissimo ricordo.
E, come me, lo avranno i partecipanti alla GF di Lucca disputata nemmeno un mese fa; ero molto avanti nel gruppo ancora compatto quando,ad un certo momento, vedo apparire questo biondone, capelli al vento, senza casco, riconoscibilissimo nella maglia della sua nuova squadra professionistica, che con manovre da assoluto funambolo, arrivando da dietro e facendo passare la bici dove io non avrei mai avuto il coraggio nemmeno di pensare che fosse possibile farlo, in un baleno riesce a trovarsi tra i primissimi.
Lo so che questo può apparire un ragionamento impopolare, ma se non vogliamo che questa sia l'ennesima morte inutile nel mondo del ciclismo, non trinceriamoci dietro a commenti di rito e scontati, tipo la regolarità dei paramentri ematici, la correttezza delle analisi mediche e quant'altro.
Non limitiamoci ad una colpevole omertà; se davvero si vuole bene a questo mondo che, anche in seguito a queste tristissime vicende perde ogni giorno di più la propria credibilità, bisogna trovare il coraggio di affrontare anche gli argomenti ai quali ognuno di noi ha immediatamente pensato non appena venuti a conoscenza di quanto accaduto.
a giumbi#babio: un ragazzo è morto, non merita un po' di silenzio? bisogna proprio mettere la nostra voglia di trovare il perchè, infilare il sospetto dappertutto? mi meravigliavo di quando su mtb-forum tanti hanno avuto da commentare la morte di Marco Pantani in quella notte di S. Valentino, e mi dicevo: non capiscono, fanno uno sport diverso dal mio, non hanno capito che è morta una persona, si accaniscono solo verso un'immagine messa lì a fare da capro espiatorio.
secondo me avremmo tutti bisogno di un po' di silenzio.
gun2341972
16-06-2005, 06:47:52
Giumbi ha perfettamente ragione, non è prprio normale che un atleta di 37 anni supersontrollato che vede il suo medico sociale tutti i girni e che è stato sottoposto a tutte le procedure per l'idoneità sportiva muoia per infarto durante una gara.
Aqualung
16-06-2005, 07:00:22
Prima di emettere sentenze è meglio aspettare l'esito dell'autopsia.
Vi sono stati, nel passato, moltissimi altri esempi di atleti super controllati dal punto di vista medico morti per cause che nulla hanno a che vedere con il doping.
Nel frattempo portiamo rispetto per la morte di un ragazzo.
Megalon AKA biciticino
16-06-2005, 07:56:53
Vi sono stati, nel passato, moltissimi altri esempi di atleti super controllati dal punto di vista medico morti per cause che nulla hanno a che vedere con il doping.
http://www.google.it/search?sourceid=navclient&hl=it&ie=UTF-8&rls=GGLD,GGLD:2003-50,GGLD:it&q=santuccione+galletti
http://www.google.it/search?hl=it&c2coff=1&rls=GGLD%2CGGLD%3A2003-50%2CGGLD%3Ait&q=galletti+%22oil+for+drug%22&meta=
In ogni caso sono d'accordo che non si possa al volo correlare ciò che è successo col doping visto che non c'è un minimo di prova.
D'altro canto, evitare di parlare di questi argomenti ogni volta che succedono queste cose mi sembra pure più dannoso...
Aqualung
16-06-2005, 08:23:00
In ogni caso sono d'accordo che non si possa al volo correlare ciò che è successo col doping visto che non c'è un minimo di prova.
D'altro canto, evitare di parlare di questi argomenti ogni volta che succedono queste cose mi sembra pure più dannoso...
Potrà anche essere dannoso, ma prima è sempre meglio avere qualche notizia fondata. E se poi il doping non c'entrasse nulla?
Avremmo solo sputato sentenze..... o-o
H-7-25
16-06-2005, 08:34:12
In questo momento solo un saluto per un ragazzo che ci lascia
Stefano
:-(
A me rimane il ricordo di un ragazzo che salutavo quando ci incrociavamo su strada... prima con la maglia della Saeco, poi con quella della Domina e non più di due settimane fa con quella della Naturino.
Adesso non basta più un cenno con la testa o con la mano e neanche un 'vaiiii' od un 'alè' od un 'ciao'... l'unica risposta è il silenzio
myskin
16-06-2005, 14:15:00
sono incaxxxxxtissimo!!!!!!!!
ma vuoi che sia che l'ambulanza NON AVEVA IL DEFIBRILLATORE A BORDO??????????????? E QUANTI DI NOI VANNO ALLE GF CON LA DICITURA "ASSISTENZA SANITARIA" SENZA SAPERE VERAMENTE COSA SI INTENDE CON QUESTO TERMINE????
CHE RABBIA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Di questo ragazzo ho un personale, recentissimo ricordo.
E, come me, lo avranno i partecipanti alla GF di Lucca disputata nemmeno un mese fa; ero molto avanti nel gruppo ancora compatto quando,ad un certo momento, vedo apparire questo biondone, capelli al vento, senza casco, riconoscibilissimo nella maglia della sua nuova squadra professionistica, che con manovre da assoluto funambolo, arrivando da dietro e facendo passare la bici dove io non avrei mai avuto il coraggio nemmeno di pensare che fosse possibile farlo, in un baleno riesce a trovarsi tra i primissimi.
Lo so che questo può apparire un ragionamento impopolare, ma se non vogliamo che questa sia l'ennesima morte inutile nel mondo del ciclismo, non trinceriamoci dietro a commenti di rito e scontati, tipo la regolarità dei paramentri ematici, la correttezza delle analisi mediche e quant'altro.
Non limitiamoci ad una colpevole omertà; se davvero si vuole bene a questo mondo che, anche in seguito a queste tristissime vicende perde ogni giorno di più la propria credibilità, bisogna trovare il coraggio di affrontare anche gli argomenti ai quali ognuno di noi ha immediatamente pensato non appena venuti a conoscenza di quanto accaduto.
Apprezzo il coraggio di scrivere tutto ciò ma non facciamo sempre di tutta l'erba un fascio. C'è un sacco di gente morta di infarto a 35 anni senza fare sport o usare nulla di particolare. E' vero che nel ciclismo c'è un sacco di sporco ma tiriamolo addosso ai vivi, non ai morti.
Simo*
16-06-2005, 19:29:35
Ciclismo: Morte Galletti, 3 mesi per capire cause arresto cardiaco 16/06/2005 - Serviranno due, forse tre mesi, per capire le cause dell' arresto cardiaco che ha ucciso Alessio Galletti, lo sportivo toscano morto ieri in Spagna mentre partecipava a una gara ciclistica.
Lo hanno comunicato i medici dell' ospedale di Oviedo, dove e' stata compiuta l' autopsia sul corridore. I medici hanno confermato come causa del decesso l' arresto cardiaco, ma dovranno compiere altri accertamenti complementari per scoprirne le cause e i risultati saranno noti a mesi. Sabato il feretro di Galletti raggiungera' Madrid e, una volta espletate le procedure di rito, la salma sara' trasportata a Roma
bolivar
16-06-2005, 19:35:38
Se non fosse una situazione tragica, sarebbe estremamente comico il fatto che i medici confermamo l'arresto cardiaco come causa della morte del povero Galletti: tutti moriamo a causa dell'arrestarsi del cuore
iltosoo
16-06-2005, 21:03:12
la morte cardiaca improvvisa esiste, colpisce purtroppo soggetti giovani senza dare nessun preavviso. il fatto che fosse seguito da un equipe di specialisti non significa nulla poichè nulla si può riscontrare.
la stessa autopsia difficilmente può chiarire la causa mortis. non tutti si muore per arresto cardiaco. il fatto che all'autopsia non abbiano trovato nulla (da quanto mi pare di avere capito) esclude che si sia trattato di una valvulopatia, rottura di cuore, endocardite, malformazioni congenite. a questo punto la morte può essere dipesa da un'aritmia o da un'infarto.
l'assistenza in gara è indispensabile ma non può tutto, in genere non sono presenti nè cardiologi nè rianimatori e in certe condizioni anche loro possono poco.
non tiriamo in ballo il doping anche quando non ve n'e ragione.
giumbi#babio
16-06-2005, 21:13:46
a giumbi#babio: un ragazzo è morto, non merita un po' di silenzio? bisogna proprio mettere la nostra voglia di trovare il perchè, infilare il sospetto dappertutto? mi meravigliavo di quando su mtb-forum tanti hanno avuto da commentare la morte di Marco Pantani in quella notte di S. Valentino, e mi dicevo: non capiscono, fanno uno sport diverso dal mio, non hanno capito che è morta una persona, si accaniscono solo verso un'immagine messa lì a fare da capro espiatorio.
secondo me avremmo tutti bisogno di un po' di silenzio.
Io non voglio fare " due più due uguale quattro ", sarebbe ingiusto farlo in mancanza di prove certe e mi auguro che questo non sia il caso, ma non nascondiamoci dietro ad un paravento sottile sottile.
Tutti vorremmo che il mondo che amiamo fosse pulito ma così non è.
Tutti sappiamo che il cuore di un professionista non cede a causa si una salita.
E, altrettanto bene, tutti sappiamo che, purtroppo, esistono sostanze che non vengono ancora rilevate dalle analisi mediche.
Se tutti volessero davvero bene a questo mondo dovrebbero finirla di protestare per i continui controlli, dovrebbero finirla di avere la spudoratezza di passare per vittime quando sappiamo, invece, della quantità di prodotti che gira, dal più alto livello in giù, fino al mondo amatoriale.
Vi pare normale che, ogni anno, un paio di professionisti ( agli altri livelli non sappiamo ) ci debba lasciare le penne ?
Vi risulta che succeda anche in altri sports ?
Se poi, invece, vogliamo continuare a credere alla fatalità o al caso, mettendo la testa sotto la sabbia, c'è solo da aspettare la prossima tragedia.
gasht
16-06-2005, 21:24:01
far girare i soliti quattro discorsi da bar a cadavere caldo è un'infamia. un po' di rispetto per galletti. la civiltà si riconosce nel rispetto per i morti.
Thomos
16-06-2005, 21:31:08
dispiace per lui.. ma anche molto per la moglie e per i figli.. vivranno con il racconto delle imprese del padre.. poveretti.. a loro le mie condoglianze..
iltosoo
16-06-2005, 21:32:03
giumbi non capisco su quali fatti si basano le tue credenze. il cuore di un pro può cedere all'improvviso come quello di qualsiasi altro giovane. sai qual'è la prevalenza di morte cardiaca improvvisa nei professionisti e nella popolazione normale? nessuno dirà mai al TG che un ragazzo muore di cuore, che notizia sarebbe? nell'ultimo anno ci sono state già 5 morti simili tra atleti professionisti...sono tante o poche?
@giumbi#babio: massimo rispetto per la tua opinione ma secondo me stai sbagliando. Non è vero che nel ciclismo ci sono più defunti che in altri sport (ovvio a meno che uno non si stampi come il povero Casartelli). Inoltre devi fare il conto che il giro dei prof è un mondiale costante. Se vuoi un confronto con il calcio ad esempio devi prendere le squadre prof almeno di tutta Europa.
In ogni caso non mi sembra il momento e il modo; non hai notizie per affermare che si dopasse e in ogni caso aveva 37 anni e una lunga, fruttuosa e dispendiosa carriera, cosa che contrasta con la tipologia di ciclista dopato che va forte pochi anni e poi sparisce. Ha fatto il gregario di Cipolla quindi vuol dire che si è cuccato un sacco di corse a tappe di alto livello.
Se vogliamo tutelare questo sport invece di sparare su tutti quelli che vincono o (disperatamente) muoiono e dire che è solo doping cominciamo a chiedere forte i controlli fin dal nostro (mio, scusa, non conosco il tuo) livello amatoriale, nelle granfondo, nelle gare in circuito, dove si sappiamo che di merda ne gira.
Ovviamente IMHO, senza acredine
myskin
16-06-2005, 21:54:48
la morte cardiaca improvvisa esiste, colpisce purtroppo soggetti giovani senza dare nessun preavviso
esclude che si sia trattato di una valvulopatia, rottura di cuore, endocardite, malformazioni congenite. a questo punto la morte può essere dipesa da un'aritmia o da un'infarto.
l'assistenza in gara è indispensabile ma non può tutto, in genere non sono presenti nè cardiologi nè rianimatori e in certe condizioni anche loro possono poco.
la morte cardiaca improvvica riconosce almeno 2 sindromi escludibili dall'ecg sotto sforzo...e a questo punto diventa rara (anche se non impossibile)
l'assistenza in gara DEVE prevedere almeno un'operatore DAE con relativo defibrillatore e a quel punto si può far molto, sopratutto sulla morte cardiaca improvvisa giovanile...ora che siamo ad un livello tecnologico-educativo che è ing rado di formare questi operatori anche fra i "laici" della sanità! mi chiedo perchè invece NON ci fosse! nella maggior parte dei casi (in Italia) la maggior parte delle GF (non TUTTE) prevede un operatore sanitario con defibrillatore! e questo è ingiustificabile!
sdg71
16-06-2005, 22:06:32
..per il momento un saluto al Grande Galletti.....e un abbraccio alla famiglia e in special modo ai figli...poi si vedrà....
Vi risulta che succeda anche in altri sports ?
Si, ad esempio come quel ragazzo ventenne di colore dell'Inter che è morto in campo, di cui non ricordo il nome.
Però in quel caso non mi pare siano state fatte le stesse illazioni che per il povero Galletti.
giubbe
17-06-2005, 08:03:11
beato chi ha certezze riguardo a certi comportamenti "anticipatori": io ho sempre il dubbio che la morte arriva senza bussare; di questa triste storia l'unica cosa positiva è che Galletti sia morto facendo quello che gli piace . Possa egli pedalare anche su strade angeliche.
:-(
cow
folinhouse
17-06-2005, 18:46:04
la morte cardiaca improvvisa esiste, colpisce purtroppo soggetti giovani senza dare nessun preavviso. non tiriamo in ballo il doping anche quando non ve n'e ragione.
In effetti anche un mio amico, pedalando, se n'è andato alla stessa identica maniera.
giumbi#babio
17-06-2005, 20:42:38
Con questo chiudo il triste argomento.
Ognuno la pensa come vuole.
Senza entrare nel fatto contingente, non avendo, ovviamente, alcuna prova, ma un'infinità di precedenti, più o meno gravi, per me, continuare a nascondere la testa sotto la sabbia o fare finta di cadere dalle nuvole significa connivenza con chi ha contribuito a sputtanare questo sport.
Quante altre disgrazie devono ancora succedere perchè si aprano gli occhi ?
veron
17-06-2005, 21:45:42
l'arresto cardiaco può uccidere benissimo una persona sana come un pesce, uno che non ha mai avuto alcun tipo di problema fisico....ma una mattina si alza, va in bagno, e gli si spezza il cuore in due.purtroppo è così.
Picchio
18-06-2005, 14:45:10
sono un podista accanito, e tra un infortunio e l'altro, anche un ciclista niubbo.
non conosco neppure l'atleta che è morto, anche se provo tristezza per quanto accaduto.
l'unica cosa che vorrei dire è che lo sport professionistico si è incamminato su un binario morto,
un binario sporco di sangue e di interessi che non ha più nulla a che spartire con la vera essenza dello sport,
ovvero faticare lealmente per superare i propri limiti, e rendere onore all'avversario più forte.
non parlo certo solo del ciclismo, ma anche dell'atletica che conosco bene e di molti altri sport.
nel professionismo ormai con il denaro si compra tutto, anche la vita degli atleti.
certi record nell'atletica, certi tempi e certe medie sulla bici dicono tutto, più di tanti discorsi.
e quanti morti, quanti ritiri precoci, quanta gente rovinata che sparisce dalle ribalte...
ormai lo sport ai max livelli è come la guerra, non ci sono regole, non si guarda in faccia nessuno,
l'importante è preservare il fine, cioè che la giostra degli interessi, come in guerra, continui a prosperare.
io continuo a correre e anche a pedalare per me stesso,
e continuerò a farlo, a Dio piacendo, finché sarò in salute.
ma i meetings internazionali di atletica, le olimpiadi, i mondiali, i grandi giri e le grandi maratone ho smesso di seguirle da un pezzo:
mi rattrista vedere atleti di terz'ordine, che non vinceranno mai alcun ché
andare più forte dei veri campioni di 30 o 40 anni fà.
ripeto, se oggi questo è lo sport professionistico, è su una strada triste e senza uscita.
[...]
ma i meetings internazionali di atletica, le olimpiadi, i mondiali, i grandi giri e le grandi maratone ho smesso di seguirle da un pezzo:
mi rattrista vedere atleti di terz'ordine, che non vinceranno mai alcun ché
andare più forte dei veri campioni di 30 o 40 anni fà.
ripeto, se oggi questo è lo sport professionistico, è su una strada triste e senza uscita.
sono perfettamente daccordo con te. il problema è che ormai in quella spirale di soldi, prestazioni e risultati da fornire a tutti i costi chi si ferma è fuori, e rischia di dover passare a qualcos'altro per campare. in fondo è il loro lavoro, se hanno fatto quella scelta perchè biasimarli? la colpa è del sistema, e se uno o due atleti hanno il coraggio di dire di no, il sistema farà a meno di loro. e ci sarà sempre chi per primeggiare accetterà di farsi "aiutare".
solo su una cosa non sono daccordo. chi vince le qualità del campione ce le ha davvero. perchè quando la chimica è uguale per tutti, alla fine è sempre chi ha un motore eccezionale che vince.
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