PDA

Visualizza versione completa : Ecco come un cycling diventò un checco...


cyclingchecco
19-10-2004, 18:47:47
…e per il gusto di giocare… come quel giorno di tanti anno fa, quando salimmo tutti su quella strana combinazione di metallo, gomma, plastica e muscoli e pedalando iniziammo a sognare…e ancora oggi bambini, forse più di ieri, continuiamo il nostro viaggio.

Ecco come un cycling diventò checco...

E' il vero motivo per cui vado in bicicletta. Non servono tante parole. Di tipologie di ciclisti ce ne sono tanti, come tante sono le tipologie di persone al mondo. Ma c'è un quid ci confonde in una sola cosa: il significato romantico, giocherellone e spensierato che avevamo da adolescenti e che riscopriamo ogni giorno in sella a una qualsiasi bicicletta, fosse anche una graziella.... Il senso di libertà, di avere a disposizione un mezzo che può portarti lontano.... Queste furono le sensazioni che scoprii, e che si moltiplicarono nel giro di pochissimi giorni, in un'estate in cui da un mese all'altro passai da uscite sempre dentro il quartiere a pedalate di 70 km e più.
Pensateci per un attimo, a quando eravate adolescenti, quando sentivate per la prima volta il desiderio di affacciarvi al mondo dei grandi....... A me questa prima finestra sul mondo l'ha offerta proprio la possibilità di cominciare a uscir di casa in bicicletta, allontanandomi da solo per la prima volta, prima fuori dal quartiere, poi a Ostia, poi a Torvaianica, poi ad Anzio, poi a Sabaudia, poi sullo Stelvio e poi alle gare amatoriali e alle mediofondo.... Tutto questo per dimostrare che non solo arrivavo a Ostia ma anche molto più in là.... Tutto questo mi fece capire che serviva uno stimolo di quella portata, un impegno di quel tipo, retto da una volontà incredibile e da uno spirito di sopportazione davvero grande, anche e soprattutto per prendere in mano la mia vita stessa. Grazie alla bicicletta, indiscutibilmente soltanto grazie alle responsabilità che cominciai a prendermi, per portare avanti il mio sogno di arrivare fino a Sabaudia in bicicletta.... ho messo in moto quel meccanismo di crescita che mi ha permesso di diventare un "checco" prima ancora di essere un "cycling". Grazie amata bicicletta! A nome mio e di tutti coloro che sulla forza delle sensazioni che gli trasmettevi... hanno poggiato i mattoni sui quali hanno creato il loro mondo, le loro idee, il loro modo di essere persone prima ancora che ciclisti improvvisati o professionisti che siano.

31 luglio '95 (prima volta a Ostia, 30 km circa): il sogno cominciò allora... Spero di non svegliarmi mai.

Kestrel
20-10-2004, 00:09:53
hehe, mi fai ricordare le mie prime volte in bici da corsa,
pensa nell'estate 1986 girai tutta la mia città in BMX che allora andava di moda, non una città grandissima, 100 mila abitanti, ma tutta saliscendi anche duretti, poi mi spinsi su una frazione in collina e mi sembrava di aver scalato chissà cosa...
ma da allora capii che quelle biciclettine da ragazzini mi andavano ormai troppo strette, così l'anno dopo volli fare il grande salto in bdc!
Fu una Vicini che costava 300 mila lire nel 1987, con sei rapporti dietro
e cambio ancora a frizione, cioè con la levetta a telaio che bisognava aggiustare finché la catena non faceva più rumore! (che tempi...)
Che bello pensavo, ora potrò fare giri anche di 30-40 km!
10 anni dopo avevo DECUPLICATO questi orizzonti ciclistici
non avrei MAI e poi mai immaginato di arrivare a tanto nelle mie prime uscite in bdc... ma si sa l'appetito di km vien macinandoli!

:-o

gix
20-10-2004, 13:53:29
Se dobbiamo ricordare ricordiamo.

Era il 1978, avevo 14 anni, dopo anni di graziella mio padre mi regalò una vera bdc, una Olmo gran prix azzura, cambio Campagnolo Valentino a 5 rapporti, costava 120.000 lire. Dopo averne cambiate tante quella la conservo ancora gelosamente.
Non avrei mai immaginato che, ancora oggi a 40 anni la passione fosse ancora a tali livelli, nè che avrei macinato tante migliaia di Km.
Mi rendo conto che la bici è stata ed è per me un modo di vivere. Non riesco neanche a pensare di poter rinunciare a questo sport.

BushBoy
20-10-2004, 14:03:32
Uhm!
pur comprendendo ed evocando sensazioni analoghe, scoperte graduali dell'outback (per rimanere nel senso del bush-boy ...) *b i t u m a r o*, sempre piu' eccentrico rispetto all'isolato dove si svolgevano le prime entusiasmanti volate 50x12 di quartiere ...
non nascondo che ora combino con questo piacere anche un po' piu' di consapevolezza in questa pratica sportiva: il mezzo, i materiali, la tecnologia, il cruscotto, ma sopratutto la qualità nella pratica di allenamento e l'attenzione alle aree dove pedalare in pace ....
Senza questo approccio, che mi aiuta tuttora, non avrei potuto riprendere la passione per la pedalata su bitume come ho fatto da qualche anno almeno, dopo una breve rinuncia per ... rifiuto di traffico e smog stradale ...
(come sono cambiate con gli anni le valli dalla nostra infanzia!! Ne potrei citare almeno un paio dalle mie parti ora assolutamente inavvicinabili!! non e' cosi' anche per voi?)

Spin
20-10-2004, 15:38:52
(come sono cambiate con gli anni le valli dalla nostra infanzia!! Ne potrei citare almeno un paio dalle mie parti ora assolutamente inavvicinabili!! non e' cosi' anche per voi?)
purtroppo si :-( :cry:
ciauz

cyclingchecco
21-10-2004, 18:37:24
Giusto un'oretta fa ero a pedalare su un circuitello a 2 km da casa mia che ho scoperto da un paio di mesi. Alla lunga è noiosetto (3,5 km), ma è molto tranquillo quindi va molto bene. Beh, conosco quella zona dal '96 e una volta non c'era nulla, solo campagna e una fattoria che ancora resiste, ma intorno ora ci son ville a perdita d'occhio. La maggior parte sono invendute per cui il traffico è ancora vicino allo zero e si pedala bene anche in mezzo alla strada (che oltre tutto è molto larga), ma quando arriveranno i residenti sarà il panico!