Luka
09-10-2004, 19:25:20
oggi, come ieri, come quando il tempo me lo concede, sono uscito, con la mia bici, alle 13 circa, dopo il solito spuntino veloce (con un occhio ai carboidrati, consumato in piedi). Oggi, come ieri, il cielo è coperto, gli occhiali scuri hanno lasciato il posto alle lenti arancioni, più adatte nelle condizioni di penombra. le strade protano i segni del passaggio dei trattori, con qualche mucchietto di terra battuta tra le varie croniche buche dell'asfalto, come al solito mal curato in periferia. Io passo tra le cascine, in una delle poche zone ancora evitate dal gran traffico e comunque asfaltate, con lievi e gradite pendenze, spesso incrociando altri ciclisti che hanno scelto le due ruote al posto della bistecca o del piatto di pasta. Ci si saluta, con un sorriso di segreta complicità.
A volte ci si misura, mi supreano, ne prendo la scia, mi scappano o li supero, sempre salutando, anche se in qualche caso ci si sfida e si resta male se non si riesce a stare "a ruota". Ti chiedi come fa a tenere quelle medie, e cos'hai fatto tu per non essere in quella forma che ti fa volare, quando hai sempre una riserva d'energia anche se spingi a 35 chilometri orari. Ho il culto dei moderni computer da bicicletta: rischio d'uscire di strada se devo selezionarne in corsa tutte le opzioni, termometro compreso!
Con la bici inseguo la natura, l'evolversi delle stagioni, da quando la campagna è spoglia e il cielo è grigio, con l'abbigliamento che "costringe" ad ogni pedalata, a quando gli alberi buttano le prime foglie e i colore dei campi assume le tonalità più accese della primavera. Ho pedalato anche con la calura estiva più intensa, quella che sembra ribollire dall'asfalto e che scalda la borraccia come fosse a bagnomaria. Ho anche passato tre quarti di qualche giro (di solito tra i 50 e 60 km) ad osservare il cielo minaccioso lontano chiedendomi se sarei riuscito a tornare senza essere l'uomo in ammollo. Ma soprattutto, con la bici, fosse quella da corsa o la mountain bike (riservata al periodo d'inclemenza meteorologica, quando le strade diventano insidiose), ho fatto correre i miei pensieri, belli o brutti che fossero, assieme al vento che quasi sempre è contrario e poche volte "spinge" quando si ha bisogno perché si è stanchi.
Poi le stagioni vanno a ritroso. Pian piano la natura si spoglia dei colori che, se percorri le stesse strade puoi notare anche tra una settimana e l'altra. E l'aria sulla pelle non è più la stessa, secca e calda di luglio. Così la tua ombra, col sole che fatica a passare allo zenit, si dipinge sull'asfalto. Il cielo è più libero di luce, quindi più blu. E' il segno dell'autunno, dei consuntivi da fare prima che le giornate si accorcino troppo, e dei chilometri che ti mancano alla cifra meditata, un proposito lungo un anno, colmo a volte di sforzi per i quali la gente a cui lo racconti fatica a darsi una ragione. Come ad un tossicomane chiedono "perché lo fai"?
Perché sto bene, perché "amo" il mio percorso, perché mi sembra di fuggire al tempo che fugge dalla parte opposta rispetto a dove sto pedalando e.. che diamine! che faccia anche lui un po' di fatica ad avanzare! Lo faccio perché sto bene, perché se non lo faccio mi manca inspiegabilmente qualcosa.. sì allora è davvero una droga!
Ma adesso è autunno inoltrato.. ottobre, e le previsioni parlano chiaro: piogge nella prossima settimana, chissà quando mi rivestirò delle due ruote, ripasserò per i sentieri che quasi ahnno il solco dei miei copertoncini..
Tra poco sarà davvero impossibile mantenere la regolarità di sempre, e ti dovrai rassegnare, guardando la pioggia che cade laconica oltre i vetri. E' l'inverno alle porte; è un anno in più e un anno in meno allo stesso tempo. E.. guarda caso,.. il percorso della vita assomiglia sempre di più al percorso della mia bicicletta..
storia d'un amore infinito e un po' patetico per le due ruote
:eek:
A volte ci si misura, mi supreano, ne prendo la scia, mi scappano o li supero, sempre salutando, anche se in qualche caso ci si sfida e si resta male se non si riesce a stare "a ruota". Ti chiedi come fa a tenere quelle medie, e cos'hai fatto tu per non essere in quella forma che ti fa volare, quando hai sempre una riserva d'energia anche se spingi a 35 chilometri orari. Ho il culto dei moderni computer da bicicletta: rischio d'uscire di strada se devo selezionarne in corsa tutte le opzioni, termometro compreso!
Con la bici inseguo la natura, l'evolversi delle stagioni, da quando la campagna è spoglia e il cielo è grigio, con l'abbigliamento che "costringe" ad ogni pedalata, a quando gli alberi buttano le prime foglie e i colore dei campi assume le tonalità più accese della primavera. Ho pedalato anche con la calura estiva più intensa, quella che sembra ribollire dall'asfalto e che scalda la borraccia come fosse a bagnomaria. Ho anche passato tre quarti di qualche giro (di solito tra i 50 e 60 km) ad osservare il cielo minaccioso lontano chiedendomi se sarei riuscito a tornare senza essere l'uomo in ammollo. Ma soprattutto, con la bici, fosse quella da corsa o la mountain bike (riservata al periodo d'inclemenza meteorologica, quando le strade diventano insidiose), ho fatto correre i miei pensieri, belli o brutti che fossero, assieme al vento che quasi sempre è contrario e poche volte "spinge" quando si ha bisogno perché si è stanchi.
Poi le stagioni vanno a ritroso. Pian piano la natura si spoglia dei colori che, se percorri le stesse strade puoi notare anche tra una settimana e l'altra. E l'aria sulla pelle non è più la stessa, secca e calda di luglio. Così la tua ombra, col sole che fatica a passare allo zenit, si dipinge sull'asfalto. Il cielo è più libero di luce, quindi più blu. E' il segno dell'autunno, dei consuntivi da fare prima che le giornate si accorcino troppo, e dei chilometri che ti mancano alla cifra meditata, un proposito lungo un anno, colmo a volte di sforzi per i quali la gente a cui lo racconti fatica a darsi una ragione. Come ad un tossicomane chiedono "perché lo fai"?
Perché sto bene, perché "amo" il mio percorso, perché mi sembra di fuggire al tempo che fugge dalla parte opposta rispetto a dove sto pedalando e.. che diamine! che faccia anche lui un po' di fatica ad avanzare! Lo faccio perché sto bene, perché se non lo faccio mi manca inspiegabilmente qualcosa.. sì allora è davvero una droga!
Ma adesso è autunno inoltrato.. ottobre, e le previsioni parlano chiaro: piogge nella prossima settimana, chissà quando mi rivestirò delle due ruote, ripasserò per i sentieri che quasi ahnno il solco dei miei copertoncini..
Tra poco sarà davvero impossibile mantenere la regolarità di sempre, e ti dovrai rassegnare, guardando la pioggia che cade laconica oltre i vetri. E' l'inverno alle porte; è un anno in più e un anno in meno allo stesso tempo. E.. guarda caso,.. il percorso della vita assomiglia sempre di più al percorso della mia bicicletta..
storia d'un amore infinito e un po' patetico per le due ruote
:eek: